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UNA QUESTIONE MORALE E LEGALE PDF Stampa E-mail

Di Ing. Alberto Rapagna', giovedì 29 luglio 2010


A ROSETO ESISTE UNA SERIA QUESTIONE

MORALE e LEGALE

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E’ prassi consolidata che la Giunta Comunale presenzia ad ogni inaugurazione dandone comunicazione alla stampa attraverso un comunicato, che regolarmente il giorno successivo i quotidiani  riportano l’evento con ampio risalto.

 

L’inaugurazione, invece, dell’attività commerciale nell’area ex-Monti, a cui hanno partecipato il Sindaco e parte della Giunta non è stata pubblicizzata e ciò ha destato molta perplessità nell’opinione pubblica la quale si è posta giustamente la domanda perché il Sindaco non ha inviato ai quotidiani il comunicato dell’avvenuta inaugurazione ad apertura del nuovo supermercato? 

 Le motivazioni sono tante ed alcune anche inquietanti sono appresso citate:  

-         l’ apertura dell’attività commerciale non poteva essere autorizzata senza la cessione ed il collaudo del parcheggio pubblico e quello al servizio della stessa; (che non c’è)

 

-         l’agibilità, anche parziale del locale commerciale, non poteva essere rilasciata in quanto l’accordo di programma tra Comune e privato lo vieta categoricamente;

 

-         le norme sulla sicurezza vietano l’apertura di qualsiasi attività commerciale in presenza di un cantiere edile in quanto non sussistono le vie di accesso e di fuga indipendenti. I vigili urbani hanno dato l’assenso alla viabilità così come è attualmente?

 

        

-         l’agibilità dei fabbricati poteva essere rilasciata soltanto dopo la cessione al Comune del parcheggio pubblico e della piazza regolarmente eseguite e nel rispetto della convenzione.

     Dette condizioni tutt’ora non sussistono

       

-        il Sindaco e la Giunta Comunale hanno di nuovo messo in atto una manifestazione inopportuna per trasmettere un messaggio alla collettività di regolare intervento (quando invece lo stesso è ancora sub judice) così come avvenne nel marzo 2007 quando fu presentato nel Palazzo del Mare l’intervento nell’area Ex-Monti prima ancora che venisse rilasciato il P.d.C. N. 129/07;

 

-         le assunzioni  con quale criterio sono state effettuate?

 

_        Gli organi istituzionali si sono posti il problema se l’apertura dell’attività commerciale è avvenuta nel rispetto delle norme o l’andazzo è simile al meccanismo dell’evasione della Bucalossi, le cui indagini solo ora sono in corso quando la denuncia pubblica avvenne in Consiglio Comunale il 21 Ottobre 2008? 


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Ultimo aggiornamento ( giovedì 29 luglio 2010 )
 
NOVITA' PREPOTENZA-ARROGANZA PDF Stampa E-mail

Di Ing. Alberto Rapagna', venerdì 25 giugno 2010


 

PREPOTENZA – ARROGANZA

 IMPUNITA’ 

A Roseto ci sono imprenditori che fanno anche gli editori perché hanno bisogno della copertura politica per effettuare interventi illegittimi come nell’area Ex-Monti ed altri che praticano la prepotenza e l’arroganza perché supportati dalla impunità, della quale se ne fanno un vanto, atteso i tempi lunghi della Procura di Teramo sui tanti e tanti esposti alla stessa inoltrati. 

Infatti, non si comprende come i Sig.ri P.M. della Procura di Teramo non abbiano ancora assunto provvedimenti sui Permessi di Costruire:

N. 129/07 (Area Ex Monti) P.P. N. 207/07;

N. 180/07 (Area Ex Di Sabatino);

N. 325/07 (Intervento su area soggetta a piano particolareggiato) dove si è verificato                    un incidente mortale sul lavoro da i contorni non chiari;

tutti  rilasciati in palese violazione delle N.T.A. del P.R.G.. 

Ora se ne aggiunge un altro clamoroso il N. 101/2010. 

Novità 

Quanto denunciato circa l’illegittimo rilascio del P.d.C. N. 101/2010 per un’area sita sulla S.S. 16 all’incrocio con la Via Palermo, ha trovato ulteriore conferma dalla perizia redatta il 05/07/1994 dal Geom. Angelo Stranieri in qualità di CTU del Tribunale di Teramo (Sezione Fallimentare).

Infatti, la stima dell’area di mq. 1200, in virtù del vincolo di inedificabilità si attestava nel 2004 in € 150.000,00 circa, per cui l’eventuale errore di interpretazione non è affatto riconducibile alla Sezione Fallimentare e chi ha acquistato, chi ha svolto il ruolo di Responsabile del Procedimento e chi ha rilasciato il P.d.C. N. 101/2010 erano perfettamente a conoscenza che alcun fabbricato era possibile realizzare nella citata area.  

Questo significa, che per tutte le Procure del Territorio Nazionale e quindi anche per la Procura di Teramo, quanto segue: 

- illecito arricchimento; 

- favoreggiamento;

- turbativa di mercato;

- abuso d’ufficio aggravato e continuato;

- omesso controllo. 

Se detti reati vengono presi a base del Disegno Criminoso il “SISTEMA DI PROTEZIONE” smascherato dal P.M. Dott.ssa Laura Colica per un caso analogo a Roseto degli Abruzzi in Via Ariosto, lo stesso troverà piena conferma anche nel rilascio del P.d.C. N.101/2010. 


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Ultimo aggiornamento ( venerdì 25 giugno 2010 )
 
NUOVI SVILUPPI PDF Stampa E-mail

Di Ing. Alberto Rapagna', mercoledì 23 giugno 2010


SVILUPPI

Consacrazione Nuova Chiesa a Voltarrosto  

Il G.U.P. Dott.ssa Buccella ha disposto l’archiviazione del P.P. N.2700/08 il 12/04/2010 su richiesta del P.M. Dott.ssa Bizzarri Serena nonostante, che entrambi fossero a conoscenza, che la ricevuta della comunicazione alla parte offesa (Ing. Alberto Rapagnà ) della richiesta di archiviazione del 11/01/2010 fosse stata firmata da altra persona. 

Rilevata quindi la gravità ed il contesto ambientale della gestione del P.P. in questione, alla parte offesa, contestata la palese illegittimità della notifica, non rimane altro che manifestare il proprio dissenso al Sig.re Procuratore Dott. Ferretti Gabriele ed alla Procura Generale presso la Corte d’Appello de L’Aquila affinché facciano chiarezza su questa ed altre vicende ancora oggetto di indagine.

*** ***

A questo punto la Spett.le Procura di Teramo ha il dovere istituzionale di smascherare il ( SISTEMA DI PROTEZIONE)

 anche:

nell’operazione di cessione area per la realizzazione della Nuova Chiesa a Voltarrosto, che ha costituito la contropartita per la  rimodulazione del PRUSST (Area Ex-Monti), il P.M. Dott.ssa Bizzarri Serena nel P.P. N. 2700/08 ad avviso dell’Ing. Alberto Rapagnà non ha rilevato nel disegno criminoso i seguenti reati:

-        Corruzione aggravata e continuata

Truffa consensuale;

-       Vantaggi patrimoniali;

-        Falso in atto pubblico;

-        Illegittima variante al PRG;

-   Abuso d’ufficio aggravato dalla circostanza della   ripetitività;      

 -  Favoreggiamento alla violazione urbanistica.   


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Ultimo aggiornamento ( mercoledì 23 giugno 2010 )
 
PRIMO IMPORTANTE RISULTATO PDF Stampa E-mail

Di Ing. Alberto Rapagna', venerdì 11 giugno 2010


PRIMO IMPORTANTE RISULTATO SULLA ILLEGITTIMITA’ DEL RILASCIO DEL PdC N. 325/07 

Il 4 Dicembre 2008 da questo sito l’Ing. Alberto Rapagnà mandava un allarme alla Procura di Teramo in merito al RISPETTO DELLE REGOLE” che a Roseto vengono sistematicamente violate. 

Detto allarme, (come sotto riportato), fu comunicato alla Caserma dei Carabinieri di Roseto degli Abruzzi consegnando a mano quanto pubblicato il 4 Dicembre 2008. 

Il contesto del rilascio del PdC N.325/07 e l’incidente mortale avvenuto nel cantiere, rappresentano uno spaccato della omertà e della sistematica collusione, nel settore dell’edilizia privata a Roseto. 

Circostanze accertate dal P.M. Dott.ssa Laura Colica. 

Detto contesto ambientale è stato rappresentato dall’Ing. Alberto Rapagnà nell’inascoltato esposto di cui al P.P. N. 2206/07 a pag. 1/5 allegato N.3 

*** ***

Articolo riportato, Dicembre 2008:

Precise responsabilità  per l’ incidente mortale accaduto nel cantiere dove si è operato il “taglio” della collina…… 

 A  ROSETO SOVVERTITO IL RISPETTO DELLE REGOLE….…  

In merito all’ incidente mortale accaduto il 26/11/08  presso il cantiere di cui al P.d.C.(permesso di costruire) 325/07,ci sono delle

 precise responsabilità 

che possono avere dei risvolti  penalmente rilevanti in quanto, la vicenda mette a nudo come,

 con estrema cinicità, 

 l’ amministrazione comunale ha

 sovvertito i principi cardine delrispetto delle norme, 

circostanza che, a lungo andare, e

 diventando una consuetudine, 

produce delle conseguenze, che in questo caso, purtroppo, si sono concretizzate  con un incidente mortale

 che si Poteva e si Doveva evitare

Le responsabilità possono essere così sintetizzate: 

 Un progettista, libero professionista, quando inoltra un progetto al Comune, contestualmente dichiara che detto progetto è conforme allo strumento urbanistico, per cui:

 

 essendo stato rilasciato il P. d. C. (permesso di costruire) n. 325/07

 (inerente la realizzazione di un complesso residenziale con IRRESPONSABILE taglio di una collina)

in contrasto con il P.R.G. , 

gli stessi progettisti  sono responsabili, oggettivamente e con il concorso esterno, di quanto si è verificato.

 

  Il Dirigente del II Settore, ha rilasciato il P.d.C. 325/07 in contrasto con le N.T.A. del P.R.G. ,  

 circostanza che lo rende direttamente responsabile di quanto è successo.

  

Il responsabile del procedimento, del P.d.C. 325/07,  che ha espresso il parere di conformità al P.R.G.,  è ugualmente responsabile di quanto accaduto

 con  l’ aggravante che, 

 un altro tecnico, dipendente del  medesimo ufficio, l’ Arch. Valentini Vincenzo, per la stessa zona,  aveva espresso parere contrario relativamente al ” cambio di destinazione d’ uso “ di un semplice locale di mq 25, situato a piano terra , di proprietà di un privato,

ciò prova inequivocabilmente che il sopra citato P.d.C. non era possibile rilasciarlo 

Il Sindaco, il Vice sindaco, e soprattutto l’ ass. all’ urbanistica e all’ edilizia privata,  essendo portati a conoscenza   dell’ irregolarità del sopra citato P.d.C. 325/07, unitamente al P.d.C. 180/07,

non sono, come era loro obbligo istituzionale, intervenuti 

 a garanzia del  rispetto della norma vincolante di edificabilità  con riguardo ai piani particolareggiati , pertanto sono anche loro direttamente  responsabili di quanto si è prodotto.

 

  Tutto questo 

si verifica perché:

 c’è una ” sistematica collusione” 

che molte, troppe volte 

non porta ad approfondire le indagini sulla gravità dei reati. 

 Roseto degli Abruzzi, 4 dicembre 2008

                                                                                            Rapagnà Ing. Alberto

*** ***

A questo punto l’Ing. Alberto Rapagnà pone la seguente domanda: 

·       Perché la A.G. ha condotto l’indagine solo per accertare la verità sull’incidente mortale e non anche per la circostanza collaterale dell’illegittimo rilascio del PdC N. 325/07?

 


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Ultimo aggiornamento ( venerdì 11 giugno 2010 )
 
PREPOTENZA-ARROGANZA PDF Stampa E-mail

Di Ing. Alberto Rapagna', venerdì 04 giugno 2010


 

 

PREPOTENZA – ARROGANZA

 IMPUNITA’

A Roseto ci sono imprenditori che fanno anche gli editori perché hanno bisogno della copertura politica per effettuare interventi illegittimi come nell’area Ex-Monti ed altri che praticano la prepotenza e l’arroganza perché supportati dalla impunità, della quale se ne fanno un vanto, atteso i tempi lunghi della Procura di Teramo sui tanti e tanti esposti alla stessa inoltrati. 

Infatti, non si comprende come i Sig.ri P.M. della Procura di Teramo non abbiano ancora assunto provvedimenti sui Permessi di Costruire:

N. 129/07 (Area Ex Monti) P.P. N. 207/07;

N. 180/07 (Area Ex Di Sabatino);

N. 325/07 (Intervento su area soggetta a piano particolareggiato) dove si è verificato                     un incidente mortale sul lavoro da i contorni non chiari;

tutti  rilasciati in palese violazione delle N.T.A. del P.R.G..

Ora se ne aggiunge un altro clamoroso il N. 101/2010 per un’area sita sulla S.S. 16 all’incrocio con la Via Palermo. 

Di detto permesso di costruire rilasciato alla Società SID Immobiliare S.r.l. (Alcini-Malvone-Di Marco) se ne parlerà per lungo tempo per le modalità e circostanze con le quali si è operato in un’area già vincolata con atto registrato e trascritto e quindi a conoscenza di tutti. 

 Perché la SID Immobiliare S.r.l. ha ritenuto di operare in quell’area quanto altri operatori non lo hanno fatto per evidenti impossibilità di ottenere il PdC? 

La Procura di Teramo, non è il caso che per detta circostanza accerti con determinazione il motivo per cui molti imprenditori non hanno acquistato all’asta l’area di cui al PdC N. 101/2010 perché non era possibile edificarci, mentre la Società SID Immobiliare S.r.l, benché fosse a conoscenza del vincolo, (come gli altri imprenditori) ha ugualmente richiesto ed ottenuto il PdC come si è verificato per il rilascio del PdC N.180/07 nell’Ex Area Di Sabatino attraverso un singolare escamotage ancora all’attenzione degli inquirenti? 

Inoltre sarebbe interessante accertare la motivazione perché l’area in questione, ritenuta edificabile, è stata venduta a circa 180 € il mq. anziché a 1000 il mq. come altre aree edificabili della zona il cui prezzo è documentato con atto pubblico già a conoscenza della Procura di Teramo e dall’Agenzia delle Entrate. 

Da ciò ne consegue che il prezzo di vendita di mercato dell’area di 1200 mq. doveva essere di circa € 1.200.000,00 anziché quella effettivamente pagata dalla SID Immobiliare S.r.l. di circa € 220.000,00 e qui si possono fare molte considerazioni che senz’altro gli inquirenti non mancheranno di far rilevare comportamenti penalmente rilevanti.  

Se ciò si verifica è giusto che i tempi siano maturi per fare esplodere la CRICCA che protegge la diffusa illegalità nel settore dell’edilizia privata ed urbanistico, però servirebbero tecnici ed operatori che non fossero in soggezione verso l’Amministrazione Comunale, ma purtroppo entrambi sono cresciuti e pasciuti all’ombra del Comune, pare che non è difficile trovarne ora perché alcuni si sono resi conto che la pacchia è finita.
 
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Ultimo aggiornamento ( venerdì 04 giugno 2010 )
 
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