| Di Ing. Alberto Rapagna',
martedì 08 settembre 2009
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M A L V E R S A Z I O N E Sig. Procuratore ho appreso con soddisfazione che con un Suo Sostituto Procuratore, ha contestato nell’ambito del sequestro di alcune palazzine della zona Peep di Alba Adriatica, il REATO DI MALVERSAZIONE ai danni delle Regione Abruzzo, cioè l’appropriazione indebita di fondi erogati a favore degli aventi titoli all’acquisto di un alloggio nelle zone Peep dove operano le cooperative a prezzo convenzionato. Lo stesso reato, a mio avviso, si è consumato anche a Roseto, ed è stato portato a conoscenza della SVI con un dettagliato ed articolato esposto del 30/12/2006 con P.P. N.859/07 senza però avere avuto alcun riscontro in merito, presumendo, pertanto, che le indagini sono ancora in corso non essendo stato informato né della conclusione delle stesse e né della richiesta di archiviazione; sperando che non si sia verificato come per il P.P. n. 1403/08, nei confronti del Dirigente del II Settore Lavori Pubblici del Comune di Roseto, per una vicenda molto grave e delicata che merita un riesame per le modalità adottate nell’archiviazione ed in presenza di gravi indizi. Si da il caso, Sig. Procuratore, che i reati contestati alla cooperativa della zona Peep di Alba Adriatica sono della stessa natura di quelli da me portati a conoscenza della Procura di Teramo, per cui sarebbe stato pacifico che gli stessi fossero stati contestati alla cooperativa di Roseto che ha operato in regime di monopolio nella zona Peep di Campo a Mare e nella lottizzazione Barba in Via Accolle a Roseto come rappresentato nella Denuncia Pubblica N. 14 (di seguito riportata). Probabile che il PM a cui è stata affidata l’indagine relativa al citato esposto del 30/12/2006 sia diverso da quello che ha contestato la malversazione alle cooperative che hanno operato nella zona Peep di Alba Adriatica, per cui le attività non sono state coordinate ed unificate affinché la Procura pervenisse alla stesse risultanze. Ipotizzando che ciò si potesse verificare, e cioè disparità nella contestazione dei reati per casi analoghi nell’ambito della stessa Provincia e Procura, avevo suggerito che gli inquirenti operassero in pool come stava operando la vicina Procura di Pescara per le violazioni urbanistiche. Poiché ciò sembra che non si sia verificato, ritengo legittimo che la SVI in qualità di Procuratore Capo ha il diritto di gestire la Procura come ritiene opportuno e chi si rivolge a Lei per chiedere GIUSTIZIA ha il diritto dovere di osservare l’operato quando le indagini non vengono condotte con razionalità e con criteri codificati. L’esigenza di osservare pubblicamente l’aspetto sopra citato, e cioè la gestione e la domanda di giustizia, nasce anche dalla speranza di convincere gli inquirenti a cambiare rotta ed è soprattutto conseguente alle sollecitazioni rimaste inascoltate, più volte comunicate e rappresentate personalmente di prestare più attenzione alla non trasparente attività della Pubblica amministrazione a Roseto, specialmente nel settore urbanistico comunicando puntualmente le palesi illegittimità. E se questo ulteriore invito e grido di legittima domanda di Giustizia dovesse rimanere inascoltato, si potrebbe verificare quanto portato alla luce dai Carabinieri di Giulianova, che dopo venti anni i Rom, che abitavano appartamenti del patrimonio pubblico, non pagavano i canoni di locazione e gli oneri dei servizi. Se ciò si è verificato la causa va ricercata proprio nella benevolenza, collusione e connivenza dei soggetti interessati. Ora, se alla Pubblica Amministrazione di Roseto è stata contestata che la cooperativa che ha operato in regime di monopolio nella zona Peep di Roseto dove ha realizzato interventi edilizi difformi alle norme della legge 457/78 ed ha venduto appartamenti agevolati con superficie maggiore di quella prevista dalla legge nazionale, a prezzi superiori a quelli indicati nella convenzione e senza la detrazione dagli stessi del contributo concesso ed erogato dalla Regione Abruzzo configurando per tabulas il REATO DI MALVERSAZIONE, l’opinione pubblica, il semplice cittadino non comprendono perché la SVI non persegue i reati con la stessa intensità di quella messa in atto per la zona Peep di Alba Adriatica stante la similitudine della materia ed il vantaggio di utilizzare le stesse risultanze investigative già acquisite dagli investigatori . Per tre anni mi sono dato una motivazione del perché di tanto ritardo nel perseguire reati analoghi proprio nella mancanza dei sostituti procuratori nell’organico, ma poi, quando ho ricercato una Sua autorevole dichiarazione che portava a conoscenza della collettività la circostanza che finalmente la Procura di Teramo poteva contare in un organico al completo, non ho trovato altra convincente motivazione . Il procrastinarsi ulteriore delle contestazioni dei reati ai soggetti che volontariamente o per omissioni hanno messo in atto, sta di fatto consentendo la prosecuzione dell’attività criminosa come quella già più volte segnalata della TURBATIVA DI MERCATO in quanto attraverso l’autorizzazione illegittima di complessi edilizi nell’area ex Monti e nell’area ex Di Sabatino all’interno del piano particolareggiato si sta consentendo di immettere sul mercato circa 150 appartamenti. Poiché detti interventi, individuati con i PdC N.129/07, 180/07 e 325/07, sono stati rilasciati direttamente dal Dirigente del IV Settore nel periodo in cui la commissione edilizia non era operante, sono palesemente illegittimi, sarebbe opportuno che la Procura intervenisse per reprimere la continuazione del reato prima che gli appartamenti fossero occupati da ignari acquirenti come si è verificato con il sequestro delle palazzine zona Peep di Alba Adriatica. Cordiali saluti. Ing. Alberto Rapagnà |